La Casa nel Cuore

Una casa, un villaggio, un sogno, che grazie a te diventerà presto realtà.

Dal 9 novembre 2019 la Casa nel Cuore è la nostra sede.

È una struttura in cui i nostri ragazzi svolgono attività laboratoriali e di lavoro protetto, dove trascorrano serenamente le loro giornate, sviluppando i loro talenti, non in uno spazio isolato, delimitato, staccato, ma all’interno della comunità locale.

La struttura

Il piano terra della Casa nel Cuore è composto di:

  • un ampio locale in cui svolgere i laboratori di movimento,
  • un secondo locale per le altre attività laboratoriali più statiche,
  • una stanza relax per gestire i momenti di criticità,
  • una cucina industriale 
  • un box per le attrezzature che ci permetteranno di sviluppare attività di lavoro protetto.

Nello spazio esterno, invece, ci sono

  • un’area relax con giardino per condividere momenti di svago all’aperto,
  • un orto con serra che sarà coltivato nell’ambito delle attività di lavoro protetto,
  • un ampio parcheggio.

Appena possibile completeremo anche il piano superiore della struttura dove verranno realizzati due appartamenti ad uso residenziale che ospiteranno percorsi di sviluppo dell’autonomia.

Le tappe del progetto

  • Il 9 agosto 2018 abbiamo stipulato l’atto notarile per l’acquisto del terreno su cui costruiremo “La Casa nel Cuore”.
  • Il 28 agosto 2018 abbiamo presentato il progetto al Suap dell’Unione Montana dei Monti Azzurri di San Ginesio e siamo in attesa dell’approvazione definitiva.
  • Il 18 ottobre 2018 abbiamo ricevuto il Titolo Unico che autorizza la costruzione della nostra struttura.
  • Il 31 ottobre 2018 abbiamo dato ufficialmente inizio ai lavori con la posa della Prima Pietra.
  • A febbraio 2019, abbiamo costruito la platea e le fondamenta della struttura
  • il 3 giugno sono iniziati i lavori di montaggio della struttura
  • il 3 luglio hanno cominciato a predisporre il tetto
  • il 9 novembre 2019 abbiamo inaugurato il piano terra della struttura.

La raccolta fondi

Come è facile immaginare, la realizzazione della Casa nel Cuore ha richiesto un grandissimo impegno finanziario.

Abbiamo portato avanti diverse campagne di raccolta fondi che ci hanno permesso di avere le risorse economiche necessarie a cominciare.

Dal 2017 al 2019 abbiamo raccolto oltre 401.600 €.
Di cui:

  • 38.000 € dalle donazioni ricevute durante gli eventi associativi;
  • 15.800 € dalla realizzazione di bomboniere e regali solidali.
  • 101.000 € da donazioni ricevute attraverso altre sezioni dell’Anffas in tutta Italia,
  • 72.000 € dalla distribuzione del nostro sale aromatizzato,
  • 55.000 da associazioni, aziende, scuole e Comuni che hanno creduto nel nostro progetto e hanno deciso di sostenerci,
  • 60.000 € dalla distribuzione del merchandising di RisorgiMarche;
  • 43.500 € da donazioni private;
  • 16.300 € dal Cinque per Mille;

Le persone che hanno abbracciato la nostra causa e ci hanno sostenuto con una donazione sono tante, ma non abbastanza per realizzare tutto ciò che ci siamo prefissati.

Da parte nostra, ce l’abbiamo messa tutta per ottenere un mutuo a condizioni sostenibili che ci ha permesso di portare a termine la costruzione della Casa nel Cuore nel più breve tempo possibile.

Il primo piano, però, è ancora da realizzare. Anche tu puoi dare il tuo contributo, facendo una donazione o organizzando una raccolta nella tua zona.

O, se non puoi, semplicemente parlando ai tuoi conoscenti del nostro progetto, condividendolo sui tuoi canali social, segnalandolo a qualcuno che potrebbe darci una mano.

Ogni piccolo contributo è importante, perché se un uomo sogna da solo, il suo rimane solo un sogno, se molti sognano insieme è l’inizio di una nuova realtà.
Una realtà che ha bisogno anche di te.

Come è nato questo progetto

Potremmo dirvi che è nato quando il terremoto del 2016 ha reso inagibile la nostra sede e ha lasciato senza casa moltissime famiglie di Anffas Sibillini.
Ma questa sarebbe soltanto l’ultima goccia, noi invece ci teniamo a raccontarvi tutto il vaso. Perché paradossalmente la goccia è fin troppo visibile ma passeggera, il vaso, invece, è nascosto alla vista ma è ciò che resta.

Cosa c’è in questo vaso? C’è la quotidianità delle persone con disabilità intellettiva e dei loro familiari. Una quotidianità complessa dominata da due sentimenti: incertezza e isolamento.

L’isolamento nasce dalla distanza che si crea tra il proprio vissuto e quello delle persone intorno: diverse problematiche, diversi ritmi, diverse necessità e soprattutto diverse prospettive di vita. Uno degli scopi della nostra associazione è proprio contrastare questo isolamento creando spazi di condivisione, fisici ed emotivi, in cui non ci siamo solo noi, ma anche tutto il resto della comunità.

L’incertezza, invece, nasce dal fatto che questo mondo non è ancora sufficientemente pronto ad accogliere le persone con disabilità intellettiva: troppo pochi sono gli ambienti di vita e di lavoro adatti alle loro esigenze. Presa coscienza di questo fatto, la domanda che tutti noi genitori ci poniamo è: cosa ne sarà dei nostri ragazzi dopo di noi? In fondo, sono ormai dei giovani adulti. Dove abiteranno? Come si sosterranno economicamente? Chi si prenderà cura di loro? Come trascorreranno le loro giornate? Saranno felici?

Lo sappiamo, sono le domande che ogni genitore si pone riguardo al futuro dei propri figli. Solo che le nostre prospettive sono diverse: nel migliore degli scenari possibili i nostri figli entreranno in un centro diurno o residenziale, strutture sempre più grandi e indifferenziate, dove le disabilità vengono mescolate senza troppe attenzioni, dove i supporti vengono erogati a minuti/utente, dove il singolo perde la propria identità.

Non era questo che volevamo per i nostri ragazzi.

Per i nostri ragazzi volevamo e vogliamo un futuro che permetta loro di sviluppare competenze e abilità, costruire ambiti di autonomia, sentirsi accolti e amati.

Per i nostri ragazzi vogliamo un futuro sereno. Durante e dopo di noi.

Questo era il vaso ed era già colmo.
Poi è arrivata l’ultima goccia che lo ha fatto traboccare: il sisma del 2016, che ha lesionato non soltanto la nostra sede e le nostre case, ma anche e soprattutto gli equilibri che ognuno di noi, con estrema fatica, aveva costruito.

Molte famiglie di Anffas Sibillini hanno dovuto lasciare le proprie case e mettersi alla ricerca di abitazioni provvisorie che si adattassero alle loro esigenze e, per la maggior parte, è stata un’impresa più ardua del previsto.

Così, mentre eravamo piegati a raccogliere l’acqua fuoriuscita da un vaso già colmo, è nata l’idea della Casa nel Cuore.

Progetti per il futuro

Forse un giorno, la Casa nel Cuore non sarà solo una casa, sarà il centro di un intero villaggio.

Un villaggio in cui i ragazzi potranno abitare con noi e dopo di noi, dove diversi gruppi di persone “convivranno ognuno a casa propria” in un contesto di protezione attiva, agevolati dai ausili e tecnologie domotiche, assistiti da persone con la formazione adeguata.

Un villaggio che potrà ospitare non solo persone con disabilità intellettiva, ma anche anziani, due categorie che, seppur in maniera diversa, condividono i sentimenti che vi abbiamo raccontato: isolamento e incertezza.

Il villaggio della Casa nel Cuore, invece, sarà un luogo di condivisione e sicurezza.

Un luogo dove nessuno si sente solo, dove ci si aiuta a vicenda, dove ci sono gli strumenti e le strutture adeguate alle esigenze di chi è più fragile.

Questo villaggio potrebbe prendere forma proprio dalle ferite del terremoto.

Il nostro disegno, infatti, è quello di realizzare la Casa nel Cuore vicino all’area delle SAE, le tanto note casette costruite per l’emergenza sisma, che un giorno potranno essere riscattate dalle famiglie che aderiscono al progetto e trasformate nel nostro villaggio protetti.

Vuoi contribuire anche tu alla casa nel cuore?

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ANFFAS SIBILLINI ONLUS

C.da Pian di Pieca Snc
62026 San Ginesio (MC)

Tel. 366/1971734

Email: info@anffassibillini.org